La pandemia ci ha colpito duramente e in molti sentiamo l’esigenza di un supporto per affrontare le conseguenze emotive di quello che è a tutti gli effetti un trauma collettivo. Ecco perché nasce lo sportello psicologico ad accesso libero e gratuito di Cambiapasso a Bologna, che sarà attivo dalle prossime settimane e presto anche a Forlì.

Il progetto di Assoutenti Emilia Romagna prevede anche una serie di 10 webinar gratuiti dedicati all’argomento, trasmessi in diretta streaming sui canali facebook e youtube dell’associazione. Il primo è in programma lunedì 24 maggio alle 14.30 e sarà condotto dalla Dott.Ssa Brizzi Ilenia, psicologa psicoterapeuta, a cui abbiamo rivolto qualche prima domanda.

La pandemia come trauma collettivo

In che senso questa pandemia può essere definita un trauma collettivo?

La pandemia da Covid-19 rientra pienamente nella definizione di “trauma collettivo”, ovvero «un evento catastrofico in grado di lacerare il tessuto della società e di scatenare reazioni psicologiche in tutta la comunità». La definizione è stata data da Hirschberger nel 2018.

Quando un trauma colpisce una comunità, l’evento diventa parte integrante della memoria collettiva, rischiando di tramandare implicitamente anche la componente distruttiva. La pandemia da Covid-19 ha esposto tutti noi a diverse perdite (economiche, lutti, cambiamenti delle abitudini di vita) e ognuno ha risposto emotivamente a seconda delle proprie risorse psicologiche e delle proprie condizioni economiche, famigliari e di salute pregresse.

Covid, stress factors e risposte individuali

Quali sono i più comuni fattori di stress che hanno riguardato e riguardano le nostre vite? Che tipo di reazione è normale aspettarsi?

I fattori di stress che ci troviamo a fronteggiare da oltre un anno sono svariati: la minaccia per la propria salute e quella dei propri cari; il distanziamento fisico, il lockdown e le restrizioni… Ma anche l’infodemia, cioè il bombardamento di notizie al quale siamo sottoposti, con il dilagare di notizie contrastanti e spesso false.

A questi fattori di stress le persone reagiscono in molto diverso l’una dall’altra: ad un estremità ci sono reazioni di fatalismo o negazione, e all’estremo opposto si possono verificare reazioni di panico. Un moderato grado di paura invece è funzionale per attuare comportamenti protettivi.
Queste reazioni così diverse sono spiegabili anche dal fatto che ci troviamo di fronte ad un nemico invisibile e come tale questo ci può portare a sottostimare o sovrastimare il pericolo.

Si tratta inoltre un fenomeno molto complesso, per il quale è difficile trovare delle spiegazioni e pertanto siamo portati a sentirci impotenti o a ricercare i colpevoli per percepire un livello di controllo su una situazione altamente stressante.

Ognuno di noi in questa pandemia sta vivendo sfide specifiche. Alcuni esempi: le donne in gravidanza che hanno partorito senza il supporto del partner e con poco sostegno sociale nei primi mesi di vita del bambino; le persona che hanno affrontato un lutto senza la possibilità di svolgere un funerale; le difficoltà della didattica a distanza e del lavoro da casa; la solitudine delle persone anziane; eccetera.

Come superare le conseguenze emotive della pandemia

Come possiamo prenderci cura di noi in questo periodo?

Le emozioni di rabbia, fatica, tristezza, paura sono normali in questo periodo, ma è importante poter condividere i propri vissuti ed è nostra responsabilità prenderci cura delle nostre ferite per poterle raccontare alle generazioni future con consapevolezza.

Per prenderci cura di noi alcuni suggerimenti possono essere particolarmente utili:
● è importante mantenere uno stile di vita sano (alimentazione e movimento, igiene del sonno);
limitare i momenti della giornata dedicati all’informazione (non guardare ossessivamente telegiornali e speciali) evitando la fascia oraria serale, quella che precede il sonno. Anche l’utilizzo dei social network andrebbero limitato perché ci troviamo di fronte a notizie o non-notizie sul virus senza cercarle, semplicemente scrollando la bacheca;
● sperimentare tecniche di meditazione e di respirazione; 
● rivolgersi a professionisti della salute. In particolare un percorso di psicoterapia può aiutare a ricreare quel senso di sicurezza che è venuto a mancare a causa deicambiamenti improvvisi che abbiamo dovuto affrontare e ad elaborare i ricordi negativi che sono stati vissuti, potendo quindi sviluppare nuove risorse e capacità di resilienza.

 

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2020

 

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