Anabolizzanti e composti ‘dimagranti’ venduti illegalmente, così come farmaci antimalarici e antivirali: sono solo alcuni dei prodotti proposti da oltre 92 siti oscurati dai carabinieri del Nas che facevano pubblicità e vendevano prodotti da banco, così come altri acquistabili solo in farmacia dietro prescrizione medica.

In mesi di pandemia la contraffazione è dilagata con grande velocità e non ha risparmiato nemmeno prodotti – quali i farmaci – sui quali occorre la massima attenzione e cautela: come è stato evidenziato anche nel corso delle dirette Facebook di Cambiapasso – Assoutenti Emilia Romagna, perfino i farmaci da banco, più o meno noti per il loro brand, sono stati contraffatti e venduti online approfittando delle restrizioni imposte dai lockdown. Inutile dire che nel migliore dei casi i principi attivi erano ridotti o assenti, ma nelle eventualità peggiori questi prodotti possono essere stati molto dannosi per la salute di chi li ha acquistati e assunti.

L’operazione dei Nas

Con l’operazione di qualche giorno fa, nel corso del 2021 i Nas sono arrivati a quota 120 provvedimenti emessi a seguito di azioni di vigilanza telematica contro il cosiddetto ‘cybercrime farmaceutico’, in collaborazione con il ministero della Salute.

Le operazioni sono state articolate e hanno portato alla luce un fenomeno ancora più preoccupante: questi siti proponevano al pubblico la vendita anche di ‘farmaci anti Covid’.

I carabinieri hanno infatti scoperto l’offerta di medicinali contenenti principi attivi soggetti a particolari restrizioni d’uso – come gli antimalarici clorochina e idrossiclorochina – nonché gli antivirali lopinavir/ritonavir. Nello specifico su questi farmaci l’Aifa si è espressa a fine 2020 non solo con informazioni utili per orientare la prescrizione e per chiarire il rapporto rischi/benefici sul singolo paziente ma anche con provvedimenti di sospensione al di fuori degli studi sperimentali clinici. A questi prodotti si aggiungono – sui siti incriminati – la promozione e la vendita di altri farmaci impiegati per studi clinici o per utilizzo esclusivo in ospedale: tra questi anche l’antibiotico azitromicina, alcuni antinfiammatori e alcuni antivirali sui quali mancano ancora evidenze scientifiche sull’efficacia nel trattamento e nella prevenzione del Covid-19.

Comprensibile la pericolosità di questi prodotti, non acquistati in farmacia, se assunti senza alcun criterio o indicazione del proprio medico di fiducia.

Come ribadito anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza al termine dell’operazione, “su medicinali e dispositivi medici dobbiamo fidarci dei nostri medici, dei farmacisti e dei professionisti sanitari e diffidare di canali di distribuzione alternativi”.

Farmaci online: quando la vendita è autorizzata

Ci sono casi in cui la vendita di farmaci online è autorizzata e sicura? La risposta è sì: il ministero della Salute ha infatti stilato un elenco di ‘farmacie sicure’ certificate con un bollino verde ovvero autorizzate a vendere farmaci online. 

Cliccando qui si può verificare se il sito da cui vogliamo acquistare è sicuro: Elenco delle farmacie e degli esercizi commerciali autorizzati  

Prima di qualsiasi acquisto è fondamentale consultare questo elenco, a tutela della saluta di tutti, in quanto vi sono esercizi commerciali e farmacie non autorizzate che mettono sul mercato farmaci non controllati e potenzialmente nocivi. Vendere farmaci online – lo ricordiamo – è reato se si tratta di prodotti che richiedono la ricetta e quindi l’acquisto può avvenire esclusivamente di persona nelle farmacie fisicamente aperte. Le farmacie online, invece, sono piattaforme in cui si trovano solo farmaci da banco e parafarmaci (di fatto sono parafarmacie online). Per vendere farmaci online, le farmacie italiane devono rispettare determinate regole di conservazione dei prodotti, temperatura, pulizia e sicurezza per il cliente. 

Assoutenti Emilia Romagna e il suo progetto editoriale Cambiapasso sono a disposizione dei cittadini per qualsiasi segnalazione in tema di contraffazione o altri generi di truffa. Scriveteci su sportello@cambiapasso.it

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.

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